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03 Set 2010
Set 03 2010
00:12

Vaticano

Musicisti da bis

L'omaggio per Chopin e Schumann, nel bicentenario dalla loro nascita, genera anche il cd; si aggiunge a quello uscito il 24 ottobre 2009


Associato alla serie, il folder con il cd

Lungo e smilzo ed inserito nel foglietto? In Vaticano piace. Dopo il tributo al mezzo millennio dei Musei, uscito a 2,80 euro il 12 ottobre 2006, si riprende la medesima impostazione con il blocco da 4,40 euro per Fryderyk Franciszek Chopin e Robert Alexander Schumann. Arriverà in un massimo di 110mila copie il 20 settembre, così da commemorare il bicentenario della nascita dei due musicisti. Anche se lo spartito sviluppato sul bordo della carta valore riguarda soltanto l'artista slavo (è il “Nocturne es-dur opus 9 n°2).

Più equilibrati sono i due francobolli; confezionati in fogli da dieci e tirati in 150mila serie. Hanno nominale da 65 e 100 centesimi ed ognuno cita uno dei protagonisti.

Fryderyk Franciszek Chopin nasce a Żelazowa Wola in una famiglia di appassionati di musica l'1 marzo 1810; è iniziato giovanissimo al settore e a soli otto anni è già in grado di affrontare un'esibizione pubblica. Sebbene Chopin sia molto legato alla sua Polonia, a venti se ne separa per non tornarvi più, raggiungendo Parigi, dove muore il 17 ottobre 1849. Le composizioni, tra le quali mazurche, polacche e notturni, sono influenzate dal repertorio popolare del Paese natale, dove è considerato un vero e proprio eroe, il più grande compositore di tutti i tempi. Il testo ripreso nella vignetta si intitola “Notturno opera 15 n°3”.

Robert Alexander Schumann viene al mondo a Zwickau, in Germania, l'8 giugno 1810; è considerato uno dei più geniali compositori del Romanticismo. Anche lui ha una vita travagliata e breve (scompare a Bonn il 29 luglio 1856); presto perde l'uso dell'anulare della mano destra, per cui è costretto ad interrompere la sua carriera di pianista per dedicarsi alla composizione, dove esprime profonda passionalità e irrequietezza. Nonostante i molti lavori per orchestra, è particolarmente noto grazie ai brani per pianoforte, dove raggiunge il punto più alto della sua maturità. In questo caso, l'opera citata nella carta valore è “Carnaval, op°9 n°4, Valse noble”.

Il bis, invece, è per il cd. Dopo l'esperimento per Georg Friedrich Händel, Franz Joseph Haydn e Felix Jacob Ludwig Mendelssohn-Bartholdy del 24 ottobre 2009, l'Ufficio filatelico e numismatico ne firma un secondo: emissione e disco sono inseriti nel folder “Die emissionis n°2” e proposti complessivamente a 9,90 euro.

Salvo sorprese, entro l'anno i due artisti saranno ricordati pure da San Marino.


27 Ago 2010
Ago 27 2010
01:35

Vaticano

Il “minilibro” rilancia la Biblioteca apostolica

Insieme a due francobolli, il foglietto sarà disponibile dal 20 settembre, il giorno in cui la struttura riaprirà dopo circa tre anni di lavori


Una delle pagine del “minilibro”, dedicata alla Dialettica

Anche il Vaticano continua a farsi… tentare dalle iniziative dentellate che vanno fuori dai canoni tradizionali. Il 13 giugno 2002, ad esempio, ha saggiato l'ebbrezza del francobollo tondo (è il foglietto da 1,55 euro che accompagna la serie per il secolo e mezzo delle produzioni postali pontificie), il 20 marzo 2003 in argento (il 2,58 euro in congiunta con la Polonia per i venticinque anni del Pontificato di Giovanni Paolo II), il 12 ottobre 2006 in rilievo (la serie da 40 e 65 centesimi, nonché da 1,40 euro e 2,80 euro fogliettato, per il mezzo millennio dei Musei vaticani), il 26 giugno 2007 il sagomato come fosse un palco teatrale (il 2,80 euro in blocco della serie per Carlo Goldoni), il 13 novembre 2008 il triangolare (il 2,50 euro per la convenzione postale con lo Smom), il 4 novembre 2009 in braille (il 65 centesimi per il bicentenario dell'inventore omonimo). Ed ora tocca al “minilibro”.

Si tratta di un foglietto da 3,90 euro illustrato con la Biblioteca apostolica vaticana (Bav) ed uno dei suoi artefici, Sisto V, “mentre all'interno vi sono riprodotte alcune pagine con le immagini delle arti liberali” (Aritmetica, Astronomia, Dialettica, Geometria, Grammatica, Musica e Retorica) tratte dal Codice urbinate latino 329.

Il blocco, tirato in un massimo di 110mila pezzi, è associato a due esemplari in fogli, che hanno una tiratura limite pari a 200mila copie e un costo di 65 (illustrato con Gesù crocefisso) ed 85 centesimi (i santi Cosma e Damiano).

L'iniziativa vuole sottolineare la riapertura della Biblioteca, prevista per il 20 settembre -proprio il giorno dell'emissione- dopo tre anni di lavori.

Le origini della struttura -spiegano da oltre Tevere- “possono essere ricondotte al IV secolo, periodo al quale viene fatto risalire lo «scrinium» della Chiesa romana, che serviva tanto da biblioteca quanto da archivio. A papa Eugenio IV si deve il primo inventario della Bav, il primo nucleo di 350 codici greci e latini che erediterà poi il suo successore Niccolò V incrementandolo notevolmente con l'acquisizione di ulteriori manoscritti e la trascrizione di altri. Alla sua morte la raccolta era la maggiore d'Europa con i suoi circa 1500 codici. È solo con Sisto IV e la sua bolla «Ad decorem militantis Ecclesia» (1475) che l'insieme di codici diventa una vera biblioteca moderna dotata di collezioni, acquisizioni fondi e rendite”. Nel 1587 Sisto V incarica l'architetto Domenico Fontana di costruire le fondamenta di una nuova e più ampia sede. L'edificio, il medesimo di adesso, sorge sulle scale divisorie tra il cortile del Belvedere e quello detto ora della Biblioteca; nel piano più alto si trova la grande aula a due navate, il salone Sistino, destinata a contenere le raccolte. Nel 1738 la Biblioteca si arricchisce di collezioni artistiche greche e romane e soprattutto del medagliere del cardinale Albani, allora il secondo più grande insieme esistente dopo quello del re di Francia. Con Leone XIII si avvia invece un processo di modernizzazione che ha come protagonista il prefetto Franz Ehrle; adotta quelle regole per la catalogazione rimaste in vigore fino al 1985, anno in cui viene introdotto il supporto informatico.


23 Ago 2010
Ago 23 2010
12:06

Vaticano

Da porta Pia a Leone XIII

Lo stesso giorno del 60 centesimi italiano “Roma capitale” scelto da oltre Tevere per quattro emissioni


Il 65 centesimi per Leone XIII

Un 20 settembre davvero impegnativo quello che si annuncia per il 2010. Mentre l'Italia ricorderà la breccia di porta Pia con il nuovo tassello della serie “Roma capitale 2007-2011”, il Vaticano risponderà con ben quattro emissioni, tutte peraltro previste dal programma.

Riguardano la riapertura della Biblioteca apostolica vaticana (per la quale usciranno due tagli da 65 e 85 centesimi nonché una carta valore definita “minilibro” da 3,90 euro), il bicentenario della nascita dei compositori Fryderyk Franciszek Chopin e Robert Alexander Schumann (0,65, 1,00 e foglietto da 4,40 euro), la Madonna di Loreto nel novantesimo dalla proclamazione a patrona dei viaggiatori in aereo (aerogramma da 1,00 euro) e i due secoli dalla nascita di Leone XIII (65 cent).

Fu quest'ultimo personaggio, diventando il 256° pontefice tra il 1878 ed il 1903 (morì il 20 luglio) e firmando il terzo pontificato più lungo della storia, a dover gestire i rapporti con il nuovo Stato sabaudo alla scomparsa di Pio IX.

Nato a Carpineto Romano il 2 marzo 1810, Vincenzo Gioacchino Pecci era dotato di grandissima memoria e fu un grande appassionato della lingua latina, nella quale si distinse fin da giovanissimo per la facilità nello studio (frequentò i gesuiti a Viterbo e poi approfondì Teologia presso il Collegio romano). Ordinato sacerdote a 27 anni, fu inviato dapprima nella diocesi di Benevento, poi in quella di Perugia dove rimase per circa trenta anni. Operò anche come nunzio, in Belgio e in Germania.

È ricordato come il papa delle encicliche, ne scrisse infatti ben 86, anche con lo scopo di superare l'isolamento nel quale si era ritrovata la Santa Sede dopo l'Unità d'Italia. Fra esse spicca la “Rerum novarum” del 1891 che -notano oggi da oltre Tevere- “segnò una svolta nella storia della Chiesa”. È infatti il primo tentativo di calarsi nella realtà dell'epoca, una realtà caratterizzata da conflitti legati al momento storico e politico. Il documento del papa, proprio in relazione a questi fatti, esorta all'azione combinata tra Chiesa, Stato e parti sociali per cercare di risolvere la “questione sociale”. Per questo motivo gli fu attribuito il nome di “papa dei lavoratori” o “papa sociale”.

Tornando al francobollo, l'esemplare è in fogli da dieci e conta su una tiratura di 500mila pezzi.

La “Rerum novarum”, di recente citata da Benedetto XVI nella “Caritas in veritate”, è stata espressamente ricordata nel settantacinquesimo dal Belgio (con tre francobolli da 50 centesimi, 1,00 e 3,00 franchi usciti il 12 febbraio 1966) e, un quarto di secolo dopo cioè nel 1991, ancora da Belgio (14 franchi dell'11 maggio), Cile (100 pesos del 23 maggio) e Vaticano (da 600, 750 e 3.500 lire del 23 maggio).


15 Lug 2010
Lug 15 2010
17:37

Vaticano

Al lavoro per l'anno prossimo

Intanto, viene cancellata una voce già prevista per il 2010: la congiunta con la Thailandia

Pure da oltre Tevere si sta lavorando per il 2011 dentellato (un mese fa si è riunita la Consulta del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per la filatelia e la numismatica), ma si ragiona anche su aspetti più complessi. Come l'analisi del mercato e le potenzialità di assorbimento da parte di collezionisti e fedeli delle produzioni. Una difficoltà sentita dai Paesi più grandi, che diventa pressante per quelli piccoli e che magari finora si sono avvalsi di posizioni privilegiate.

Intanto, non si sa nulla sui dettagli delle prossime uscite, in particolare per quel che riguarda date e nominali.

L'unica certezza è che la serie commemorativa per la visita dei reali di Thailandia compiuta mezzo secolo fa non si farà più. Secondo il capo dell'Ufficio filatelico e numismatico, Pier Paolo Francini, sarebbero venuti a mancare i presupposti per una congiunta.


10 Giu 2010
Giu 10 2010
02:17

Vaticano

Dopo l'annullo, la serie

I francobolli per il patrono dei parroci Giovanni-Maria Vianney valorizzano l'“Anno sacerdotale 2009-2010”


L'omaggio francese del 1986

Si aggiungono ai tre varati il 31 maggio dallo Smom i due francobolli che il Vaticano emetterà il 22 giugno per l'“Anno sacerdotale 2009-2010”, iniziativa ideata per ricordare il secolo e mezzo trascorso dalla morte di Giovanni-Maria Vianney e già sottolineata il 2 febbraio con un annullo.

Il protagonista nasce nel 1786 a Dardilly, presso Lione (la Francia lo ha citato nel bicentenario con l'1,80 franchi uscito il 3 maggio 1986); la famiglia è molto povera e numerosa, fondamentalmente contraria alla sua idea di entrare in seminario. Non a caso -è la sottolineatura dell'Ufficio filatelico e numismatico- vive in un periodo storico in cui è molto forte l'anticlericalismo (è ancora in corso la Rivoluzione), ma nonostante questo fin dall'adolescenza sente maturare la vocazione. “Vorrei portare anime al Buon Dio”, dice alla madre. L'abate di Ecully, Charles Balley, che crede fortemente nei suoi sentimenti, lo segue e lo sostiene negli studi; il percorso si completa e viene ordinato sacerdote nel 1815. Dopo i primi anni come vicario dello stesso abate, subito dopo la morte di quest'ultimo è trasferito ad Ars-en-Dombes, un piccolo paese di poche anime. È qui che svolge umilmente per quarant'anni il suo compito ed è qui che trascorre le giornate a celebrare messa e confessare senza risparmiarsi, anche fino a diciassette ore al giorno. Ancora lui in vita, Ars diventa meta di pellegrinaggi; muore nel 1859 già in fama di santità. È Pio XI, nel 1925, a proclamarlo santo e, proprio per la dedizione al suo compito, quattro anni dopo viene dichiarato patrono dei parroci del mondo.

I due francobolli, dal costo di 1,40 e 1,50 euro, rappresentano il commemorato e il Buon Pastore; sono in fogli da dieci ed hanno una tiratura massima di 150mila pezzi.


03 Giu 2010
Giu 03 2010
17:07

Vaticano

Dietro ai francobolli, un vero libro

L'emissione PostEurop 2010 riprende due immagini tratte dal volume “La Bibbia narrata ai bambini”


La copertina del libro; l'iniziativa editoriale è alla base dei due francobolli

Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre e Gesù circondato da giovanissimi. Sono i due soggetti impiegati nei tagli da 60 e 65 centesimi con cui il Vaticano partecipa al giro PostEurop 2010, questa volta dedicato ai libri per bambini.

Provengono dal testo di 144 pagine “La Bibbia narrata ai bambini”, edito da Gribaudo e, attraverso l'Ufficio filatelico e numismatico, tra il 15 giugno e il 31 luglio in offerta con il 10% di sconto sul prezzo di copertina (14,90 euro).

Le rappresentazioni del volume sono dell'artista Chiara Raineri; accompagnano e completano la lettura, riprendendo le scene e i personaggi dell'Antico e del Nuovo Testamento. “Dopo i miei studi all'Accademia di belle arti -spiega a «Vaccari news»- mi sono appassionata all'illustrazione per l'infanzia”. Negli ultimi anni ha ricevuto alcuni importanti premi del settore e ha visto nascere le sue prime pubblicazioni. Però, “è la prima volta che alcune mie illustrazioni vengono scelte per diventare francobolli e ho accolto immediatamente la proposta con grande entusiasmo e gratitudine. Vedere il risultato di questo progetto… è motivo di grande gioia personale. Mi auguro che le cartevalori possano contribuire a far circolare importanti idee come il rispetto per il creato e per i bambini”.

La consulenza biblica per i disegni è di don Martino Signoretto, docente presso lo Studio teologico di san Zeno e l'Istituto superiore di scienze religiose san Pietro Martire di Verona.

La versione postale è organizzata in minifogli da sei pezzi identici (la tiratura ha come tetto massimo le 900mila serie) con, sul bordo, le citazioni tratte dalla Genesi “Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò” e dal Vangelo di Marco “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio”.

L'emissione uscirà il 22 giugno insieme a quelle per Caravaggio, Matteo Ricci e l'“Anno sacerdotale 2009-2010”.

Intanto, si pensa al 2011: dovrebbe svolgersi settimana prossima, probabilmente il giorno 8, la riunione degli esperti di francobolli che fanno capo alla Consulta del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per la filatelia e la numismatica.


25 Mag 2010
Mag 25 2010
01:27

Vaticano

Matteo Ricci e Xu Quanchi

Accanto al gesuita, l'emissione cita il letterato, scienziato e funzionario, uno dei primi cinesi a diventare cristiano

Un francobollo da 5 centesimi, e un altro da 3,30 euro, entrambi per il gesuita Matteo Ricci nel quarto centenario dalla scomparsa. Ma è soprattutto il primo che si fa notare, per il suo basso costo. “Si tratta -spiegano a «Vaccari news» dall'Ufficio filatelico e numismatico- di un valore di completamento utile per le Poste”, così da completare le affrancature. Lo stesso scopo, dunque, dell'analogo taglio uscito il 6 marzo 2008 nella serie dedicata alla Sistina, ed oggi esaurito.

Matteo Ricci nasce a Macerata nel 1552 da una nobile famiglia di speziali; entra nella Compagnia di Gesù dove compie gli studi filosofici e teologici a Roma, presso il Collegio romano, seguendo anche i corsi di matematica, astronomia, cartografia sotto la guida del famoso padre Cristoforo Clavio. In quegli anni scopre la vocazione missionaria e viene destinato all'Oriente, dove sarà considerato il pioniere delle missioni in Cina. Trascorre un primo periodo a Macao per apprendere la lingua e i costumi, anche perché il resto del Paese era proibito agli stranieri. Nel 1583 riesce a superare gli ostacoli e giunge a Pechino, accompagnato dalla fama di grande letterato e saggio occidentale. Inizialmente ricevuto con diffidenza, entra in seguito nel favore dell'imperatore, che gli concede il privilegio di aprire una chiesa. In virtù del suo amore e della profonda stima per il popolo e la cultura locali, alla sua morte nel 1610 riceve l'onore, impensabile per uno straniero, di essere sepolto nella capitale cinese.

I francobolli, come quelli italiani per Marco Polo dell'8 luglio 1954, hanno testo bilingue; sono prodotti in fogli da dieci e hanno come tiratura il limite massimo di duecentomila unità. Il taglio più basso riproduce il commemorato in compagnia del letterato, scienziato e funzionario Xu Quanchi, discepolo e amico di Ricci, uno dei primi cinesi divenuti cristiani. L'immagine è tratta dall'opera “Cina illustrata” di padre Athanasius Kircher (Amsterdam 1667). “La rappresentazione dei due insieme -viene sottolineato- è il modo più eloquente di testimoniare il grande merito di Ricci: il dialogo e l'amicizia fra l'Occidente e la Cina, fra la Chiesa e il popolo cinese”. Il secondo dentello riprende sostanzialmente la medesima immagine, concentrandosi però sul protagonista dell'emissione.


20 Mag 2010
Mag 20 2010
20:48

Vaticano

Per Caravaggio scelta la “Deposizione dalla croce”

Il dipinto è conservato ai Musei vaticani, ma in questi giorni si trova alla mostra organizzata presso le scuderie del Quirinale. Tutti i nominali del 22 giugno

Un soggetto religioso, e non poteva essere altrimenti, per il dentello con cui il Vaticano ricorda Michelangelo Merisi (1571-1610) nel quarto centenario dalla morte. Il francobollo appartiene al gruppo di emissioni fissato per il 22 giugno, è tirato in un massimo di 300mila pezzi (i fogli sono da dieci) e costa 65 centesimi.

Propone il dipinto la “Deposizione dalla croce”, commissionato da Girolamo Vittrice per la cappella di famiglia e considerato uno dei capolavori di Caravaggio. Misura 300x203 centimetri e si trovava nella chiesa Nuova. Ora è conservato presso la pinacoteca dei Musei vaticani, anche se in questi giorni è esposto alle scuderie del Quirinale per la mostra dedicata all'artista (dove figura, tra l'altro, la “Cena in Emmaus” tela impiegata da San Marino per l'analogo ricordo postale).

Il pittore rappresenta la scena immediatamente precedente l'inumazione. “Notiamo subito -sottolineano dall'Ufficio filatelico e numismatico- in primo piano Nicodemo, il giudeo misericordioso che schiodò Gesù dalla croce”, impegnato a sostenere il corpo di Cristo. Dietro di lui ci sono i testimoni storici della Passione, c'è il grido disperato di Maria di Cleofa, c'è Maria Maddalena che piange tutte le sue lacrime, c'è la Madonna con il volto impietrito dal dolore, c'è Giovanni che cerca di sfiorare per l'ultima volta il maestro.

Il corpo di Cristo, appena disceso dalla croce, richiama la “Pietà” di Michelangelo; verrà spogliato e disteso sul grande masso in primo piano. Non è la pietra destinata a sigillare il sepolcro ma il letto marmoreo dei riti funerari, il “lapis untionis”. Protagonista silenziosa del quadro, “presenta verso di noi il suo angolo e subito viene in mente il salmo 118: «La pietra scartata dai costruttori è diventata testata d'angolo». In questo momento Cristo è la pietra scartata dalla storia”.

Noti anche i dettagli per le altre emissioni predisposte per lo stesso giorno. Tutte sono organizzate in due esemplari, ma dai nominali diversi: 60 e 65 centesimi per la PostEurop, 1,40 e 1,50 euro con l'“Anno sacerdotale”, 5 centesimi e 3,30 euro per Matteo Ricci.


20 Apr 2010
Apr 20 2010
21:03

Vaticano

Appuntamento al 22 giugno

Quattro le voci in arrivo da oltre Tevere. Tutte sono già presenti nell'elenco


Dal Vaticano i primi dettagli sulla prossima uscita

La prima e finora unica uscita del 2010 è stata registrata il 5 marzo. Per avere la seconda tranche, occorrerà attendere il 22 giugno. È il dettaglio principale definito in Vaticano, ma non l'unico.

Quattro le serie in calendario, tutte già inserite da tempo nella lista. Sono l'“Anno sacerdotale 2009-2010”, così da ricordare il secolo e mezzo dalla morte del santo curato d'Ars, ossia Giovanni Maria Vianney; la tappa PostEurop, questa volta dedicata ai libri per bambini; gli omaggi al gesuita Matteo Ricci e al pittore Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, entrambi scomparsi quattro secoli fa.

Perlomeno le ultime tre voci saranno riprese da altre amministrazioni dell'area, sia pure senza alcun progetto condiviso: PostEurop da Italia (7 maggio) e San Marino (17 marzo), Matteo Ricci dallo Smom (20 aprile), Caravaggio ancora da Italia (16 luglio) e San Marino (giugno).


19 Apr 2010
Apr 19 2010
17:56

Vaticano

Joseph Ratzinger, da cinque anni Benedetto XVI

Dal 19 aprile 2005 è il 265° pontefice. L'elezione avvenuta alla scomparsa di Giovanni Paolo II


L'impronta per i cinque anni come pontefice

Un'esperienza intensa, quella compiuta sabato e domenica da Benedetto XVI in visita a Malta sulle tracce di san Paolo. Che rimarrà alla storia soprattutto per l'incontro avuto con otto vittime di abusi sessuali compiuti dal clero.

Ma oggi l'attualità è un'altra: i cinque anni come pontefice, il settimo di natali tedeschi ed il 265° della storia. L'elezione decisiva, infatti, si registrò alle 17.56 del 19 aprile 2005. Avviando il percorso destinato a chiudere la fase di transizione, cioè la sede vacante, aperta il 2 aprile precedente, alla scomparsa di Giovanni Paolo II.

Come è avvenuto nell'anniversario della morte del predecessore, anche oggi le Poste vaticane hanno impiegato un annullo. Per ottenerne l'impronta c'è tempo fino al 19 maggio.


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