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| Subject | Vaticano | | Year | all |
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02 Gen 2010
Gen
02
2010
14:16
Vaticano
Cinque i bolli richiesti, tutti riproducenti la Basilica di San Pietro e distinguibili per il numero presente sotto l'immagine. Per ora, solo due sono stati impiegati
Un piccolo… regalo natalizio è arrivato anche alle Poste vaticane. Che, dal 21 dicembre, impiegano i nuovi timbri illustrati con la Basilica di San Pietro. Cinque i bolli “Datadec 2000” ordinati, che si distinguono per il numero presente sotto l'immagine. Attualmente ne sono stati messi in uso due (caratterizzati con il 2 e il 3), entrambi disponibili presso la sede centrale. Sono utilizzati per timbrare i francobolli presenti sui plichi consegnati agli sportelli, in particolare per le spedizioni registrate. Pollice verso, invece, per l'attivazione del servizio “raccomandata1”. Qualche mese fa l'avvio era stato ipotizzato per l'inizio di quest'anno, ma l'introduzione è scivolata più in là.
01 Gen 2010
Gen
01
2010
00:00
Vaticano
La salvaguardia del mondo è uno dei concetti presenti nel messaggio di Benedetto XVI per la “43ª Giornata mondiale della pace”. Anche questa volta, non mancherà l'annullo
“Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. Si intitola così l'intervento che Benedetto XVI dedica oggi alla “43ª Giornata mondiale della pace”. Un chiaro richiamo, dunque, alla salvaguardia del pianeta, condizione ora “essenziale per la pacifica convivenza dell'umanità” e non meno preoccupante di aspetti come guerre, conflitti internazionali e regionali, atti terroristici e violazioni dei diritti umani. Non mancherà la sottolineatura marcofila, una tradizione reintrodotta l'anno scorso. Il manuale, che sarà disponibile presso l'ufficio obliterazioni delle Poste vaticane fino al 2 febbraio, propone la colomba ed il mondo.
24 Dic 2009
Dic
24
2009
09:04
Vaticano
Tradizionale sottolineatura marcofila da parte delle Poste del pontefice
“Christvs natvs est allelvia”: è quanto si legge nell'annullo preparato dalle Poste vaticane con la data di domani: raffigura la Natività e sarà disponibile presso l'ufficio obliterazioni fino al 26 gennaio. Associata al manuale, non poteva mancare la tradizionale busta ricordo. Affrancata con il 60 centesimi appartenente alla serie augurale uscita il 4 novembre, è corredata da un'ulteriore scena con Gesù, Giuseppe e Maria, tratta da un dipinto di scuola napoletana risalente alla prima metà del XVIII secolo. Il prezzo del plico è di 3,00 euro (più eventuali spese postali), che diventano 4,50 se lo si preferisce racchiuso nel contenitore.
17 Dic 2009
Dic
17
2009
11:20
Vaticano
In vendita dal 21 dicembre il primo buono-risposta internazionale targato Vaticano; è il modello (senza bandiera) che porta il nome della città africana
Anche il Vaticano introduce i buoni risposta internazionali, che saranno in vendita dal 21 dicembre a 1,30 euro. Il modello disponibile è chiamato “Nairobi”, omaggio alla città africana che avrebbe dovuto accogliere l'anno scorso il Congresso dell'Upu, all'ultimo momento poi organizzato a Ginevra per i problemi interni del Kenya. A differenza della versione italiana (che costa 1 centesimo in meno), non è presente la bandiera nazionale. “Potrà essere scambiato -specificano dagli sportelli- in tutti i Paesi dell'Unione postale universale sino al 31 dicembre 2013 con uno o più francobolli equivalenti all'importo minimo di un invio prioritario non registrato o di una lettera aerea non registrata a destinazione dell'estero (zona tariffaria più lontana)”. Si scopre, così, il diverso comportamento adottato: in Italia occorre consegnare la lettera, dove viene applicato l'esatto ammontare della tariffa (ora 65, 85 o 100 centesimi secondo la destinazione). Oltre il Tevere, invece, vengono sempre consegnati francobolli per 85 cent. I buoni saranno disponibili presso tutte le succursali dislocate intorno a piazza San Pietro. Inoltre, potranno essere acquistati per corrispondenza in lotti minimi da dieci pezzi, più spese postali per raccomandata. Al momento della vendita verranno annullati con il timbro datario. Fino ad ora -scrive Vincenzo Altavilla nel catalogo “I buoni-risposta internazionali”- la Città del Vaticano, pur non avendo avuto buoni propri, “li ha sempre accettati al cambio. Inoltre, da quando è stato messo in circolazione il modello «Losanna», accoglie le richieste dei collezionisti” e timbra quanto presentato. Sono noti buoni in cui la tariffa, nel frattempo cambiata, è stata integrata con francobolli del pontefice.
30 Nov 2009
Nov
30
2009
00:22
Vaticano
Il nuovo corso della marcofilia vaticana valorizza il ruolo di mediazione assicurato fra Argentina e Cile un quarto di secolo fa. Protagonista fu la diplomazia di Giovanni Paolo II
L'annullo per il quarto di secolo dalla firma
“La lunga controversia che ha diviso Argentina e Cile per la sovranità sulla zona australe, l'estrema punta meridionale dell'America Latina, si è conclusa”. Il 29 novembre 1984 -scrive nell'edizione dell'1 dicembre “L'osservatore romano”- è stato firmato il Trattato di pace e di amicizia, mentre il giorno 30, Giovanni Paolo II, cioè il mediatore fra i due Paesi, ha ricevuto in udienza le delegazioni. Sottoscritto in sei copie dal ministro agli Esteri argentino, Dante Caputo, e dal collega cileno, Jaime del Valle, il documento porta pure la firma del segretario di stato vaticano, il cardinale Agostino Casaroli, per testimoniare -rimarca il quotidiano- “l'azione della Santa Sede nel processo di mediazione”. Un quarto di secolo dopo, le Poste vaticane hanno ricordato la cerimonia attraverso un annullo con la data di ieri, che resterà a disposizione degli interessati fino al 29 dicembre presso l'ufficio obliterazioni. Rappresenta un'ulteriore tappa del nuovo corso individuato al di là del fiume Tevere, che nel comparto marcofilo cerca di andare oltre alle celebrazioni scontate. Nel manuale, accanto allo stemma vaticano, sono citate le bandiere delle parti, con una piccola curiosità. Quella argentina appare decisamente più grande rispetto all'altra per evidenziare l'unico elemento che, in mancanza dei colori, la caratterizza: il “sol del mayo”. Nel passato sia Buenos Aires che Santiago -seguendo una pratica tipica del Sud America- hanno evidenziato con diversi francobolli i propri confini e le pretese territoriali in discussione. Il Cile, inoltre, con un 20 pesos del 2 maggio 1985 ha sottolineato il ruolo del Vaticano nel processo di riavvicinamento all'Argentina.
26 Nov 2009
Nov
26
2009
12:15
Vaticano
Sostanzialmente confermato l'elenco anticipato un mese fa
La lista delle emissioni che l'Ufficio filatelico e numismatico vaticano ha previsto per il 2010 rispecchia l'elenco che “Vaccari news” aveva anticipato ai propri lettori un mese fa, il 29 ottobre. Con tre aggiunte: una a livello di francobolli, per il mezzo secolo trascorso dalla visita dei reali di Thailandia nel minuscolo Stato situato oltre il Tevere. Con le restanti, invece, si parla di interi: una serie di cartoline il cui argomento non è stato svelato ed un aerogramma per la Madonna di Loreto, a novant'anni dalla sua proclamazione a patrona dei viaggiatori in aereo. Restano sconosciuti gli altri dettagli, a cominciare dalle date di emissione e dai valori nominali.
24 Nov 2009
Nov
24
2009
01:24
Vaticano
Del servizio di posta pneumatica rimangono solo delle tracce, conservate come testimonianza
Ha lavorato fino al luglio scorso, ma ormai ad utilizzarla era soltanto la Segreteria di stato per i suoi rapporti con l'ufficio postale centrale. La ristrutturazione, negli ultimi mesi, di quest'ultima sede ha dato l'occasione per smantellare completamente la rete, di fatto superata. Rimane soltanto una piccola traccia, a ricordo e testimonianza di quella che è stata la posta pneumatica vaticana. Per consegnare i testi dei telegrammi -spiegano agli sportelli- c'è la posta elettronica, mentre per il materiale cartaceo si impiegano procedure ormai abituali, cioè avviene il trasporto fisico a mezzo degli uscieri. Da qui la scelta di chiudere il capitolo. A proposito del servizio interno, oggi il portalettere fa almeno tre passaggi al giorno, due al mattino ed uno al pomeriggio. Come minimo, visto che, alla necessità, vengono assicurati altri giri parziali. L'operatore ha un doppio compito: consegnare i plichi ai vari destinatari e svuotare le cassette delle zone extraterritoriali della Città del Vaticano. Complessivamente, le cassette (comprendendo quelle esterne, cioè nelle aree aperte al pubblico) sono una cinquantina. Le Poste vaticane, altra notizia, stanno attendendo il buono-risposta internazionale modello “Nairobi”.
18 Nov 2009
Nov
18
2009
02:21
Vaticano
Il 18 novembre 2008 l'inaugurazione del punto vendita in piazza Pio XII 4
Il cd abbinato alla serie sembra aver ottenuto un buon successo
Si respira aria nuova in Vaticano. Le Poste hanno ristrutturato, dieci giorni fa, l'ufficio centrale, intervenendo drasticamente sugli arredi e sulle apparecchiature. Negli ultimi mesi hanno introdotto la posta espressa e presto (probabilmente il 2 gennaio) debutterà la “raccomandata1”. È stato creato, inoltre, un logo per caratterizzare il servizio e persino il settore marcofilo ha subìto un significativo sviluppo. Pure l'Ufficio filatelico e numismatico è intervento con alcune novità, la più recente delle quali, il cd abbinato alla serie per i musicisti, sembra sia stata ben accolta dalla clientela, tanto che si pensa ad un bis. Nel contempo, ha organizzato un riferimento alla Libreria internazionale “Paolo VI”, ubicata a pochi passi da piazza di Spagna, in via di Propaganda Fide 4. E, soprattutto, ha aperto il punto vendita di piazza Pio XII 4, che proprio oggi compie un anno. Commenti raccolti da “Vaccari news” confermano l'utilità di tale presenza, che ha permesso di raccogliere i nominativi di quattrocento persone potenzialmente interessate ai francobolli del papa. Recentemente è stato possibile, inoltre, introdurre quei miglioramenti che il lavoro quotidiano aveva suggerito. Una delle più eclatanti esigenze era la maggiore sinergia con le Poste, affinché al debutto di un'emissione i collezionisti non dovessero fare lunghi giri per acquistare le nuove cartevalori e ottenere i relativi annulli. Con le ultime infornate le cose sono cambiate ed ora, ad ogni uscita e nei giorni immediatamente successivi, un dipendente postale è a disposizione nello stesso negozio per obliterare il materiale. Comparsi, inoltre, dei piccoli ripiani per la clientela, altra lacuna cui adesso si è rimediato.
07 Nov 2009
Nov
07
2009
23:26
Vaticano
Il quesito svelato oggi durante la cerimonia inaugurale alla Posta centrale
Il capo ufficio di Poste vaticane, don Attilio Riva
La domanda, in qualche modo, è stata indotta oggi dal presidente del Governatorato, Giovanni Lajolo. Alla cerimonia di inaugurazione del rinnovato ufficio postale vaticano, ha accennato, fra l'altro, al fatto che da quei locali, ora “più accoglienti e funzionali”, parte ed arriva anche la posta “diretta al papa e ai dicasteri ed uffici che lo coadiuvano nella guida della Chiesa universale”. Immediata è stata quindi la richiesta di qualcuno dei presenti per saperne di più. La risposta non si è fatta attendere: statisticamente, ogni giorno la Segreteria di stato riceve complessivamente trenta chili di posta, tra lettere, stampati, pacchetti e pacchi. A gestire il servizio nel suo complesso è, da quasi settant'anni, l'Ordine di Orione. Era l'1 febbraio 1940 “quando i primi chierici orionini giunsero come centralinisti ai telefoni vaticani; sei mesi dopo, per interessamento dell'allora cardinale Canali, diventarono pure responsabili delle Poste”. “Eminenza -ha detto il capo ufficio di Poste vaticane, don Attilio Riva, rivolgendosi al presidente- lei ci ha sempre detto che anche il lavoro più nascosto, monotono ed umile ha un grande valore perché lavoriamo per sua santità, e che quindi è un servizio alla Chiesa tutta. Le assicuriamo, signor cardinale, che questa visione è anche la nostra, anzi siamo fieri ed onorati di poter esercitare questo servizio, fedeli anche al motto di san Luigi Orione… «Umili e devoti ai piedi della Chiesa e del papa»”.
Come si presentano, da oggi, una delle postazioni e il relativo banco
La cerimonia
07 Nov 2009
Nov
07
2009
23:00
Vaticano
Inaugurato oggi il rinnovato ufficio postale centrale. Il presidente del Governatorato, Giovanni Lajolo: che la collaborazione con Poste italiane continui in vista del 2011
L'avviso della chiusura per i lavori
“Vedo che il Vaticano non è soggetto alla Corte europea”, ha detto oggi il presidente del Governatorato, Giovanni Lajolo. Una battuta che richiama l'attualità, lanciata mentre il crocefisso, successivamente alla benedizione, veniva appeso sopra un muro dell'ufficio postale centrale. Ufficio inaugurato dopo il restyling e la sostituzione delle apparecchiature (mancano ancora le “tp label”), concretizzati -ha detto fra l'altro il cardinale- con “grande generosità ed in spirito di amicizia” da Poste italiane. La società era rappresentata dall'amministratore delegato, Massimo Sarmi, che due giorni fa ha ricevuto formalmente la nomina di cavaliere del lavoro dal presidente Giorgio Napolitano. “È nostro comune auspicio -ha proseguito Giovanni Lajolo- che quest'intesa prosegua anche in vista delle prevedibili novità che comporterà la liberalizzazione del mercato postale nell'ormai vicino 2011”. “Le invenzioni tecniche e scientifiche possono concorrere allo sviluppo e contribuire all'evangelizzazione, diventare uno strumento per annunciare la carità”. Il lavoro è durato circa un anno, anche se la chiusura al pubblico dell'immobile -come testimoniano i cartelli, ancora oggi presenti, che dirottavano l'utenza agli sportelli della Guardia svizzera- è stata effettuata dal 17 luglio. “Nell'era di internet -è stato il commento dell'ad di Poste italiane- c'è sempre la posta, perché non siamo riusciti a dematerializzarla” completamente. L'accenno è al ruolo assunto dall'e-commerce: se ordinativi e pagamenti possono assumere la forma elettronica, il pacco con la merce mantiene tutta la sua fisicità. Quanto alla collaborazione, ha ammesso che nel progetto “abbiamo potuto esprimere le nostre esperienze e competenze”.
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