Appuntamenti
L'avanguardia giuliana e Berlino
Sorprese postali alla mostra che la Fondazione Carigo, fino al 28 febbraio, dedica al collegamento tra Futurismo e Gorizia
Una delle cartoline interpretate da Giacomo Balla
Buste e lettere intestate, cartoline anche di posta militare, erinnofili e ancora altro alla mostra che la Fondazione Carigo (via Carducci 2, Gorizia) dedica, fino al 28 febbraio, a “Futurismo. Filippo Tommaso Marinetti, l'avanguardia giuliana e i rapporti internazionali”. Intende documentare -precisano i promotori (l'allestimento è curato da Marino De Grassi, Marina Bressan ed Annalia Delneri)- la battaglia svolta dal movimento per intervenire nella Prima guerra mondiale durante i mesi in cui l'Italia era ancora neutrale. Al tempo stesso, desidera ricordare i rapporti di Marinetti con il mondo culturale giuliano, interrotti dal conflitto e poi ripresi grazie all'attività di alcuni intellettuali locali, soprattutto con Sofronio Pocarini, ma anche con Berlino, luogo d'incontro delle avanguardie europee.
Quadri e bacheche ruotano intorno ad un'enorme bandiera tricolore con il rosso volutamente aumentato ai danni del verde “passatista”, così come lo pensavano i protagonisti di un secolo fa. Dietro le protezioni vi è soprattutto il materiale ricevuto dall'aeropoeta Bruno Giordano Sanzin (1906-1994), che fu il principale referente di Marinetti a Trieste, e non mancano i grandi nomi, come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Luigi Russolo, Gino Severini, Ardengo Soffici.
Il materiale epistolare presentato intendeva promuovere e dare una parvenza formale ai vari gruppi sorti nel periodo, dal Circolo futurista veneziano a Piemonte futurista, dal Mouvement futuriste del Cairo al Futuristische bewegung di Berlino. Spesso è diventato, grazie anche ai testi, fondamentale per ricostruire fatti e rapporti. O addirittura espressione artistica. Come le cartoline dello stesso Balla inoltrate a Depero, oppure il collage di Ivo Pannaggi spedito (lo testimonia il francobollo da 50 centesimi annullato il 25 luglio 1921 a Macerata) a Milano; l'indirizzo è completamente giocato con le lettere ritagliate, ma la cosa non impressionò il verificatore, che applicò il timbro con la “T” per tassarlo di altri 60 perché di secondo scaglione.
Una storia a sé è quella di Tullio Mazzotti: produceva ceramiche ispirate alle linee del Futurismo e le buste, la carta da lettere, i tagliandi per i pacchi rivelano il suo interesse. Si firmava Tullio d'Albisola (con una “s”), recuperando il vecchio nome del centro del Savonese. Bizzarra coincidenza: nella stessa zona operava la Ceramica ligure, che concretizzò i mosaici di Fillia ed Enrico Prampolini destinati alla torre delle Poste centrali alla Spezia.
Un'altra sorpresa è la “tavola parolibera” impiegata -sia pure monca nella parte inferiore- per il 150 lire che l'Italia, era il 26 luglio 1976, dedicò a Marinetti. Vista l'anno scorso alla mostra di Milano “FT Marinetti = Futurismo”, qui è proposta addirittura in due versioni, cioè con testi in italiano e in ceco.
Il materiale è raccolto nel volume omonimo (416 pagine a colori, 35,00 euro), che approfondisce il tema aggiungendo altra documentazione.
Il collage di Ivo Pannaggi e una cartolina intestata al “Futuristische bewegung”, che testimonia l'attività internazionale del movimento












