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Ultimo aggiornamento: 18/06/2018
AEROFILIA ITALIANA 1884-1920
Dai Pionieri dell'aviazione agli «Assi» della Grande Guerra
CATALOGO DEI TIMBRI DI REPARTO DELL'AVIAZIONE
Periodo pionieristico, Guerra italo-turca, Prima guerra mondiale
Fiorenzo Longhi

Presentazione di Roberto Gentilli, storico aeronautico

Termine d'attualità in campo accademico, interdisciplinarità vuol dire, secondo la definizione ufficiale, la rete dei rapporti di complementarità, di integrazione e di interazione per cui discipline diverse convergono in principi comuni, tendendo ad avvicinare e unificare le parti isolate e i momenti frammentari dell'odierno sapere specialistico.
Fiorenzo Longhi, con i suoi lavori, come «Piloti ed Aerei Italiani dal Pacifico alle Ande - Primi voli postali in Ecuador», «Aerofilia italiana - Catalogo storico descrittivo 1898-1941», e «Catalogo storico descrittivo degli aerogrammi Zeppelin di Italia, colonie italiane, San Marino, Vaticano 1929-1939», è riuscito a lanciare un ponte di interdisciplinarità fra la filatelia e la storiografia aeronautica.

L'aerofilia riceve dalla storiografia militare una serie di punti fermi: lo schieramento dei reparti, notizie sugli aerei impiegati, il controllo sui nomi degli ufficiali in forza (punti fermi relativi, perché una delle prime cose che lo storico impara è che gli scritturali di un secolo fa disseminavano errori, e le memorie successive erano ancora più imprecise) per gli anni di guerra, i servizi, le rotte, gli incidenti per l'aviazione di linea, gli eventi e le tecnologie dei voli da primato.
Ma a sua volta offre molto di più, una serie di documenti che forniscono conferma di date, di luoghi, di persone non attraverso riepiloghi statistici o rapporti, ma con documenti vivi, autentici, con date e luoghi certificati dai timbri postali.
Ora, questo nuovo lavoro offre l'elencazione di oltre 1400 timbri, dai precursori alla fine della Grande Guerra, mai prima pubblicati (come l'inedita traduzione di tutti i volantini noti lanciati durante la guerra italo-turca) che aggiungono un tassello inedito alla storia dell'aviazione vista da un aerofilatelista e dal punto di vista della posta militare.

Di più, la ricerca di questo volume è così accurata che va oltre la semplice conferma, ma porta prove inoppugnabili di presenze, di dislocazioni, di tempi che erano sfuggiti ai ricercatori aeronautici, creando problemi e incognite, ma anche nuove affascinanti prospettive.
L'interdisciplinarità che nasce da passioni diverse, ma da un comune rispetto per la ricerca accurata e impegno per la conservazione delle memorie storiche, ci arricchisce, nella speranza che l'attenzione data ad ogni busta, ad ogni volantino lanciato da un aereo, ad ogni giornale spedito per posta aerea, si diffonda e serva ad impedire le piccole tragedie che avvengono ogni volta che un giovane butta nel cassonetto le vecchie carte del nonno.

Ma c'è un ultimo punto che vorrei sottolineare. Nel Centenario della Grande Guerra, che perfino l'Italia, paese come pochi disattento della sua storia, ha ricordato, lo storico aeronautico che scopre il mondo dell'aerofilia viene riportato all'aspetto umano del conflitto.
Non si tratta solo di aeroplani, di chili di bombe sganciati, di numeri di matricola o di rivendicazioni di abbattimenti, gli oggetti cui tende a limitarsi la sua ricerca, ma di uomini.
Aviatori, o specialisti, o semplici scritturali o ausiliari che dagli aerodromi o dagli aeroscali del fronte, o da luoghi remoti del Mediterraneo o dei Balcani scrivevano a casa, spesso alle madri trepidanti.
Le immagini allora viaggiavano con le cartoline, le parole e i pensieri con la scrittura, col pennino o col lapis, l'immediatezza veniva dal cuore, non dalle dita che oggi stupidamente battono una tastiera.

Il valore della ricerca dell'aerofilia quindi non è solo il riscontro che offre alla ricerca storica, ma la dimensione umana di cui l'arricchisce, e di cui ringraziamo Fiorenzo Longhi.

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Premessa di Fiorenzo Longhi

Nella Premessa alla prima e seconda edizione di Aerofilia Italiana scrivevo: "Un lavoro di questo genere non è mai veramente completo. Le ricerche storiche ed i ritrovamenti continuano, rivelando sempre nuovi fatti. Se avessi atteso che il lavoro fosse al 100% perfetto, non sarebbe mai stato pubblicato. Nuovi ritrovamenti, correzioni ed aggiunte saranno necessariamente messi in luce in una prossima edizione.
Infatti, malgrado il lavoro gigantesco effettuato, l'Autore è certo di non aver menzionato tutto".
Non posso far altro che confermare quanto sopra e ringrazio i collezionisti che mi hanno segnalato i loro timbri inediti sulle cartoline in franchigia e spero vivamente che tutti vorranno maggiormente collaborare in futuro segnalando le eventuali mancanze o gli errori che potranno rilevare.
Una delle affascinanti prerogative della Aerofilia è proprio la certezza che ogni giorno si possono fare nuove scoperte.
Inoltre è doveroso riconoscere che senza lo stupendo lavoro dei collezionisti e storici italiani ed esteri, che ci hanno preceduto nel pubblicare le loro ricerche, questo studio non sarebbe stato possibile.
A differenza di quanto, già da molto tempo, è stato realizzato in altri Paesi e nonostante l'interesse storico degli avvenimenti che vi si collegano, non è mai stato intrapreso in Italia uno studio sistematico dei timbri speciali applicati sulla corrispondenza e sui documenti ufficiali dei reparti aeronautici.
Uniche eccezioni tre elenchi: uno sui timbri precursori precedenti lo scoppio del primo conflitto mondiale pubblicato da Sergio Raminelli nel 1976, un elenco di alcune squadriglie ed un altro elenco più dettagliato dei timbri dei comandi, delle squadriglie, dei dirigibilisti ed aerostieri pubblicati rispettivamente da Ugo De Simoni nel 1970 e dall'ing. Sandro Taragni nel 1978 (vedi bibliografia).
Altro studio, che riguarda l'aviazione francese alla difesa di Venezia, fu pubblicato nel 1976 in un magistrale articolo storico di Rinaldo D'Ami con la collaborazione dell'Autore per lo studio dei timbri.
Il presente lavoro, che è pubblicato nel centenario dell'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale, è praticamente durato circa quaranta anni e si basa sulla collezione dell'Autore e sulle fotocopie tratte dalle collezioni o archivi di Avv. Folco Bavai, Rag. Renzo Bernardelli, Cav. Alberto Bolaffi, Prof. Beniamino Cadioli, Aldo Cecchi, Rag. Cherubino Cherubini, Rinaldo D'Ami, Sergio Raminelli, Ing. Sandro Taragni, Rag. Massimo Trenta, Eligio Valentini e numerose aste filateliche nazionali ed estere.
I timbri di reparto sono di vario tipo, generalmente in gomma ed apposti con inchiostro violetto.
Più rari in altri colori (blu, rosso, verde) o nero.
A volte i timbri usati sulla corrispondenza sono gli stessi apposti sul normale carteggio di reparto (relazioni, licenze, permessi, buoni di prelievo, ordini del giorno e documenti vari).
Altri annulli invece farebbero pensare che i reparti della Aviazione esercitassero una forma autonoma di censura (cosa che si è verificata anche per unità della R. Marina e solo raramente per reparti del R. Esercito).
Va ricordato che i timbri di reparto erano apposti sulla corrispondenza solo per completare, in modo rapido, comodo e chiaro, l'indicazione del mittente, ma tale completamento poteva benissimo essere fatto anche manualmente.
Non solo: persino i documenti ufficiali mancano di solito dei timbri del reparto o del comandante.
È probabile quindi che non fossero state dettate, da parte delle supreme autorità militari o dello Stato, regole precise riguardanti tipi, misure o testo dei timbri di reparto, lasciando libero ogni comandante di scegliere, ed è molto probabile che in alcuni reparti l'impiego dei timbri speciali sulla corrispondenza sia stato assai meno frequente che in altri.
Se a tutte queste considerazioni aggiungiamo il molto tempo trascorso, il fatto che solo una minima parte della corrispondenza è generalmente conservata e che l'interesse dei collezionisti italiani per questo settore è sempre stato piuttosto scarso, possiamo esser quasi certi che la possibilità del completamento integrale dei timbri di tutti i reparti aeronautici del R. Esercito e della R. Marina (Gruppi, Squadriglie e Sezioni aeroplani ed idrovolanti, aerostieri, dirigibilisti, servizi ausiliari, campi scuola, ecc.) va ritenuta, se non impossibile, altamente improbabile.
Per quanto riguarda le vicende storiche dei reparti di Marina, Dirigibilisti e Aerostieri ho dovuto faticosamente attingere da varie fonti, a volte discordanti, ed ho quindi voluto privilegiare solo quei pochi documenti ufficiali che ho avuto la fortuna di reperire in archivi privati e pubblici.
Ringrazio i collezionisti che mi hanno segnalato qualche timbro o documento e, scusandomi sin d'ora per qualche dimenticanza involontaria, voglio citare: A. Bessone, N. Brunati, M. Caimmi, M. Chirico, B. Cadioli, A. Coda Canati, R. Gentilli, M. La Selva, P. Macrelli, G. Massaro, A. Motta, D. Nicosia, G. Padrin, A. Sculatti, S. Zucchi.
Un particolare ringraziamento a Roberto Gentilli, che mi ha permesso di attingere a piene mani le notizie da lui pubblicate sulle squadriglie del R. Esercito e della R. Marina, ed a Luciano Cipriani che ha pazientemente coordinato il lavoro di traduzione dall'arabo dei volantini della guerra italo-turca eseguito dall'egiziano Magdi Lam'i e dal palestinese Taisir Hasbun, aiutandomi a far conoscere per la prima volta i testi di questi proclami che rappresentano il primo esempio di guerra psicologica al mondo.
Infine un ringraziamento speciale a Valeria Vaccari ed al suo agguerrito staff editoriale per l'esperta ed amorevole cura posta nella realizzazione di questo mio lavoro.

ISBN: 978-88-96381-19-9
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