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Ultimo aggiornamento: 18/09/2019
PIONIERI DELL'AVIAZIONE
IN ITALIA
1908-1914
Cobianchi Mario

Mario Guido Cobianchi nasce a Bologna l'8 aprile 1885 da una famiglia benestante che gli permette di dare ampio spazio alle sue passioni. Spinto dal bisogno di azione e di avventura, diventa ben presto uno sportivo, dedicandosi alle corse ciclistiche, al motociclismo, all'automobilismo, e già nel 1907, a soli 22 anni, attratto dalle ascensioni aerostatiche, prende il brevetto di pilota di aerostato. Seguendo questo suo nuovo entusiasmo, ha la possibilità di assistere ai voli con aeroplani dei Fratelli Wright negli Stati Uniti, e agli esperimenti di volo di Delagrange a Roma, Milano e Torino, acquisendo così notevoli cognizioni su questa fase pionieristica del volo.
A Torino conosce l'ingegnere Miller, un tecnico aeronautico nelle cui officine, già nell'agosto del 1908, Cobianchi inizia la costruzione del suo primo apparecchio, il "Cobianchi n.1", di concezione estremamente avanzata. Gli esperimenti di volo cominciano nel luglio del 1909 nella brughiera di Montichiari (Brescia), e nel settembre dello stesso anno il velivolo partecipa, quale apparecchio italiano, al Primo Circuito Aereo Internazionale d'Italia a Brescia. Il biplano non riesce però a volare.
Apportando considerevoli modifiche, inizia subito la costruzione di un secondo apparecchio, il "Cobianchi n.2", per il quale mette a frutto ulteriori esperienze acquisite a Parigi, il centro aeronautico europeo di quegli anni. Con questo secondo aeroplano prende parte alle Gare Internazionali Aeree di Firenze nel marzo/aprile del 1910.
Dopo numerosi tentativi di volo senza ottenere risultati, decide di frequentare il corso di pilotaggio presso la scuola Farman a Mourmelon (Reims), una delle prime scuole di volo, volando su un apparecchio non di sua costruzione, il biplano "Farman". Nel maggio 1910 inizia il corso, ma poi viene a sapere della scuola italiana di aviazione a La Comina presso Pordenone, e vi si trasferisce per completare il brevetto. Il 10 agosto 1910, compie il primo volo da solo a La Comina portando a termine due giri completi del campo, e subito dopo aver preso il brevetto porta a bordo del velivolo il padre che lo aveva sempre sostenuto.
Col suo nuovo biplano "Farman", prende parte alle giornate aviatorie di Treviso, e nel 1911 alle gare d'aviazione di Pisa, dove sorvola i monumenti della città. La città di Pisa onora l'aviatore consegnandogli una grande medaglia d'oro, e la regina Elena gli fa avere una fotografia della famiglia reale con una dedica personale.
Molte sono le manifestazioni aviatorie a cui partecipa in tutto il mondo e in cui vince molti premi, stabilendo anche numerosi primati tra cui di velocità nel maggio 1911 a Firenze, e di durata senza scalo nel luglio 1911 a Torino dove vince la grande medaglia d'oro del Ministero della Guerra.
All'inizio della guerra italo-turca, si arruola tra i "Volontari Aviatori della Libia" e dal novembre 1911 al marzo 1912 fa parte della flottiglia dei piloti civili.
La fama di Cobianchi, grazie alle sue imprese quale pioniere d'aviazione e alla gloria acquisita quale volontario in guerra, è ormai internazionale. Oltre alla frequentazione dei "salotti" e dell'ambiente di corte, dal settembre 1913 al maggio 1914, è istruttore di volo degli ufficiali dello zar in Russia; all'inizio della prima guerra mondiale, è ufficiale subalterno alla "Direzione Generale del Battaglione Aviatori" e poi al "Comando Supremo"; nel novembre 1917 a New York diventa direttore generale della "Parisan Airplane Corporation" e della "Aircraft Engineering Corporation", società tramite le quali costruisce e progetta numerosi velivoli di successo; dal gennaio 1919, fa parte della "Commissione dell'Aviazione Civile" a Washington; dal novembre 1925, è vice presidente dell'associazione dei "Pionieri dell'Aeronautica Italiana"; dal 1929 al 1932, è commissario dell'"Aero Club" di Roma; è rappresentante dell'Italia all'estero in occasione di manifestazioni aeronautiche e segretario particolare dell'Addetto Aeronautico italiano negli Stati Uniti negli anni '40.
Nel luglio 1941 rientra a Roma dove muore di un male incurabile il 15 gennaio 1944.
Come pioniere d'aviazione era socio d'onore di diversi Aero Club internazionali, di associazioni, e delle "Vieilles Tiges", gli aviatori veterani di Francia.

ISBN: 978-88-85335-94-3
Cod. 2203E
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collana "appuntamento con la Storia"
In italiano

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